Titolo: Costanza e buoni propositi
Autrice: Alessia Gazzola
Editore: Longanesi
Data di uscita: 12 Ottobre 2020
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 288
Volume della serie: 2°
Serie: Costanza Macallè
Costanza e buoni propositi è il secondo romanzo della frizzante serie nata dalla penna di Alessia Gazzola, pubblicato dalla casa editrice Longanesi.
La protagonista Costanza si troverà a dividere le sue giornate tra Verona e Milano... complice inconsapevole la piccola Flora e il suo papà.
La protagonista Costanza si troverà a dividere le sue giornate tra Verona e Milano... complice inconsapevole la piccola Flora e il suo papà.
- La mia Recensione -
Trovate la mia recensione del 1° libro della serie QUI
e del 3° libro QUI.
Costanza Macallè (ora trent’enne) è madre di una vivacissima treenne, Flora, dai capelli rosso vivo tanto quanto la mamma. Tuttavia la bimba di viso assomiglia incredibilmente alla nonna Julia Erdély de Verre, che non ha fatto in tempo a conoscere, visto che Costanza è riuscita a rintracciare il papà della bimba solo di recente.
A parte la sorpresa iniziale – non è da tutti scoprirsi genitore di punto in bianco di una figlia di tre anni! – Marco Erdély de Verre si è comportato in modo molto responsabile e ha fatto di tutto per essere un buon padre per la piccola, anche se Marco abita a Milano e Flora con la mamma e la zia Antonietta a Verona.
Proprio per questo, Marco ha voluto riconoscere la figlia, e la piccola Flora ha cambiato cognome da quello materno a quello paterno… certo, data la sua tenera età, non subirà nessun trauma per il cambio.
Nonostante ciò, Costanza sa ancora ben poco di Marco: architetto di trentadue anni, aristocratico con origini miste (sua mamma era ungherese), abita a Milano, sta per sposarsi con Federica Chiaravalle (la fidanzata storica… che ha tradito svariate volte!), la quale nonostante lo shock della figlia, ha acconsentito di buon grado ad accogliere la bimba nella vita del suo futuro sposo.
Un’altra cosa che Costanza ha scoperto è di non essere indifferente a Marco nonostante non si vedano da anni… e nonostante a lei lui piaccia ancora molto, le cose non sono per niente facili visto che Marco ha deciso ugualmente di sposare Federica dopo aver scoperto dell’esistenza di Flora!
Per questo, nonostante le comunicazioni tra loro ruotino sempre attorno alla bimba, le cose si complicano quando all’istituto di ricerca dove lavora Costanza viene proposto un lavoro: durante degli scavi in una chiesa a Milano, vengono ritrovate delle ossa da analizzare… e che coincidenza scoprire che proprio a quegli scavi sta lavorando anche Marco!
Ma bisogna scindere il lavoro dalla vita privata, soprattutto perché Costanza non vuole spiattellare i fatti suoi a chiunque… e perché il lavoro la travolge e la incuriosisce molto più di quanto avrebbe previsto! La ricerca infatti riporta alla luce un mistero: le ossa potrebbero appartenere ad Andreola e Bernarda Visconti, entrambe punite dai genitori perché volevano essere libere e indipendenti… cosa quasi impossibile nel Medioevo. La leggenda narra che le due cugine siano state rinchiuse in un monastero a Milano e lasciate a morire (giovanissime) di stenti… ma che forse per decenni dopo la presunta morte, ci sia stata un’impostora che abbia impersonato a lungo Bernarda, traendo vantaggio dalla situazione gabbando tutti, anche coloro che in teoria avevano conosciuto la vera Bernarda.
Cosa sia successo veramente non si sa, ma è forse la parte che incuriosisce maggiormente Costanza, e sulla quale non vede l’ora di indagare.
Questo secondo romanzo della serie di Costanza continua sullo stesso filone del precedente: la protagonista deve barcamenarsi tra vita movimentata, lavoro precario ma che le serve, ricerche curiose, supposizioni di fatti storici, viaggi in treno o sul pulmino di Anselmo (archeologo con la passione per la storia che lavora all’istituto a Verona), batticuori più o meno inaspettati, amicizie riscoperte (come quella con Desy che lavora nello stesso studio di architetti di Marco… e che era una compagna di liceo di Costanza!), imprevisti di ogni genere, una bimba talvolta molto più vivace e chiacchierona del previsto (la piccola Flora sa essere molto furba e ruffiana quando le conviene), oltre all’imparare a gestire il distacco dalla figlia nei fine settimana che inizia a passare col papà…
E se a tutto ciò ci aggiungete quel pizzico di ironia, sbadataggine e intraprendenza di una protagonista trentenne alquanto singolare, avrete ben chiaro come scorre velocemente anche “Costanza e buoni propositi”.
Lo stile narrativo di Alessia Gazzola torna a deliziare i lettori col suo modo così personale, leggero e divertente, tutt’altro che banale e condito da battute in dialetto siciliano, chicche storiche, mediche e paleopatologiche, che scorrono di capitolo in capitolo, facendo divorare il romanzo in brevissimo tempo.
Ho ritrovato con piacere una protagonista tutt’altro che perfetta ma simpatica proprio così com’è, tartassata da imprevisti e responsabilità di ogni genere, talvolta più pesanti di quanti potrebbero averne alcune sue coetanee… ma Costanza è fuori dalla norma, e la sua pestifera e morbidissima bambina che è nella fase delle parole “colorite” la tiene decisamente sempre sull’attenti!
Ammetto che il libro mi è piaciuto leggermente meno del primo, ma forse perché la protagonista inizia ad essere meno pasticciona (anche se la frase “Montessori flagellami” persiste XD), ma è decisamente un degno secondo romanzo della trilogia, che fa da tramite tra il primo più introduttivo, e il terzo che probabilmente conterrà un po’ di risposte lasciate in sospeso.
Quello che riconosco decisamente nella protagonista è un’innata attitudine a rialzarsi sempre, qualsiasi cosa le capiti, e una buona dose di spirito d’intraprendenza che la butta a compiere scelte talvolta inaspettate ma che hanno un senso conseguentemente, oltre all’istinto materno di mettere sempre e costantemente la precedenza su sua figlia, qualsiasi cosa accada.
Costanza Macallè è una giovane che sa accontentarsi di poco e non ha grandi pretese, purché stiano bene le persone a cui vuole un bene infinito, compreso suo papà e il fratello Michelone, che abitano in Sicilia.
Ci sono nuove domande che attendono risposte e un rimescolamento della vita, cosa che ammiro molto in Costanza: non si abbatte mai e prende tutto così come viene, anche le cose impreviste, facendo buon uso dei saggi consigli della sorella Antonietta, psicologa.
Ora non resta che tuffarsi nella lettura del terzo volume della serie!
e del 3° libro QUI.
Costanza Macallè (ora trent’enne) è madre di una vivacissima treenne, Flora, dai capelli rosso vivo tanto quanto la mamma. Tuttavia la bimba di viso assomiglia incredibilmente alla nonna Julia Erdély de Verre, che non ha fatto in tempo a conoscere, visto che Costanza è riuscita a rintracciare il papà della bimba solo di recente.
A parte la sorpresa iniziale – non è da tutti scoprirsi genitore di punto in bianco di una figlia di tre anni! – Marco Erdély de Verre si è comportato in modo molto responsabile e ha fatto di tutto per essere un buon padre per la piccola, anche se Marco abita a Milano e Flora con la mamma e la zia Antonietta a Verona.
Proprio per questo, Marco ha voluto riconoscere la figlia, e la piccola Flora ha cambiato cognome da quello materno a quello paterno… certo, data la sua tenera età, non subirà nessun trauma per il cambio.
Nonostante ciò, Costanza sa ancora ben poco di Marco: architetto di trentadue anni, aristocratico con origini miste (sua mamma era ungherese), abita a Milano, sta per sposarsi con Federica Chiaravalle (la fidanzata storica… che ha tradito svariate volte!), la quale nonostante lo shock della figlia, ha acconsentito di buon grado ad accogliere la bimba nella vita del suo futuro sposo.
Un’altra cosa che Costanza ha scoperto è di non essere indifferente a Marco nonostante non si vedano da anni… e nonostante a lei lui piaccia ancora molto, le cose non sono per niente facili visto che Marco ha deciso ugualmente di sposare Federica dopo aver scoperto dell’esistenza di Flora!
Per questo, nonostante le comunicazioni tra loro ruotino sempre attorno alla bimba, le cose si complicano quando all’istituto di ricerca dove lavora Costanza viene proposto un lavoro: durante degli scavi in una chiesa a Milano, vengono ritrovate delle ossa da analizzare… e che coincidenza scoprire che proprio a quegli scavi sta lavorando anche Marco!
Ma bisogna scindere il lavoro dalla vita privata, soprattutto perché Costanza non vuole spiattellare i fatti suoi a chiunque… e perché il lavoro la travolge e la incuriosisce molto più di quanto avrebbe previsto! La ricerca infatti riporta alla luce un mistero: le ossa potrebbero appartenere ad Andreola e Bernarda Visconti, entrambe punite dai genitori perché volevano essere libere e indipendenti… cosa quasi impossibile nel Medioevo. La leggenda narra che le due cugine siano state rinchiuse in un monastero a Milano e lasciate a morire (giovanissime) di stenti… ma che forse per decenni dopo la presunta morte, ci sia stata un’impostora che abbia impersonato a lungo Bernarda, traendo vantaggio dalla situazione gabbando tutti, anche coloro che in teoria avevano conosciuto la vera Bernarda.
Cosa sia successo veramente non si sa, ma è forse la parte che incuriosisce maggiormente Costanza, e sulla quale non vede l’ora di indagare.
Questo secondo romanzo della serie di Costanza continua sullo stesso filone del precedente: la protagonista deve barcamenarsi tra vita movimentata, lavoro precario ma che le serve, ricerche curiose, supposizioni di fatti storici, viaggi in treno o sul pulmino di Anselmo (archeologo con la passione per la storia che lavora all’istituto a Verona), batticuori più o meno inaspettati, amicizie riscoperte (come quella con Desy che lavora nello stesso studio di architetti di Marco… e che era una compagna di liceo di Costanza!), imprevisti di ogni genere, una bimba talvolta molto più vivace e chiacchierona del previsto (la piccola Flora sa essere molto furba e ruffiana quando le conviene), oltre all’imparare a gestire il distacco dalla figlia nei fine settimana che inizia a passare col papà…
E se a tutto ciò ci aggiungete quel pizzico di ironia, sbadataggine e intraprendenza di una protagonista trentenne alquanto singolare, avrete ben chiaro come scorre velocemente anche “Costanza e buoni propositi”.
Lo stile narrativo di Alessia Gazzola torna a deliziare i lettori col suo modo così personale, leggero e divertente, tutt’altro che banale e condito da battute in dialetto siciliano, chicche storiche, mediche e paleopatologiche, che scorrono di capitolo in capitolo, facendo divorare il romanzo in brevissimo tempo.
Ho ritrovato con piacere una protagonista tutt’altro che perfetta ma simpatica proprio così com’è, tartassata da imprevisti e responsabilità di ogni genere, talvolta più pesanti di quanti potrebbero averne alcune sue coetanee… ma Costanza è fuori dalla norma, e la sua pestifera e morbidissima bambina che è nella fase delle parole “colorite” la tiene decisamente sempre sull’attenti!
Ammetto che il libro mi è piaciuto leggermente meno del primo, ma forse perché la protagonista inizia ad essere meno pasticciona (anche se la frase “Montessori flagellami” persiste XD), ma è decisamente un degno secondo romanzo della trilogia, che fa da tramite tra il primo più introduttivo, e il terzo che probabilmente conterrà un po’ di risposte lasciate in sospeso.
Quello che riconosco decisamente nella protagonista è un’innata attitudine a rialzarsi sempre, qualsiasi cosa le capiti, e una buona dose di spirito d’intraprendenza che la butta a compiere scelte talvolta inaspettate ma che hanno un senso conseguentemente, oltre all’istinto materno di mettere sempre e costantemente la precedenza su sua figlia, qualsiasi cosa accada.
Costanza Macallè è una giovane che sa accontentarsi di poco e non ha grandi pretese, purché stiano bene le persone a cui vuole un bene infinito, compreso suo papà e il fratello Michelone, che abitano in Sicilia.
Ci sono nuove domande che attendono risposte e un rimescolamento della vita, cosa che ammiro molto in Costanza: non si abbatte mai e prende tutto così come viene, anche le cose impreviste, facendo buon uso dei saggi consigli della sorella Antonietta, psicologa.
Ora non resta che tuffarsi nella lettura del terzo volume della serie!
Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, primo romanzo con protagonista Alice Allevi, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018, vincitore del premio Bancarella 2019) da cui è stata tratta la fortunata serie tv in onda su Rai Uno con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale. Nel 2019 inaugura un nuovo ciclo di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè, protagonista di Questione di Costanza e di Costanza e buoni propositi (2020), da cui è stata tratta la serie tv prodotta da Rai Fiction e Banijay Studios.
Del 2023 è Una piccola formalità, del 2024 Miss Bee e il cadavere in biblioteca, del 2025 Miss Bee e il principe d’inverno e di recentissima pubblicazione Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata.
Ha pubblicato inoltre: Non è la fine del mondo (Feltrinelli, 2016), Lena e la tempesta (Garzanti, 2019) e Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021).
Ha ricevuto dalla Luiss il diploma ad honorem in Creative Business.
Vive a Verona con il marito e le due figlie.
Del 2023 è Una piccola formalità, del 2024 Miss Bee e il cadavere in biblioteca, del 2025 Miss Bee e il principe d’inverno e di recentissima pubblicazione Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata.
Ha pubblicato inoltre: Non è la fine del mondo (Feltrinelli, 2016), Lena e la tempesta (Garzanti, 2019) e Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021).
Ha ricevuto dalla Luiss il diploma ad honorem in Creative Business.
Vive a Verona con il marito e le due figlie.




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