Titolo: Lie until it's true. Menti fino alla fine
[Titolo originale: Lie Until It's True]
Autrice: Jessie Weaver
Editore: Giunti
Data di uscita: 15 Gennaio 2025
Genere: giallo | YA | noir | thriller | mistero
Pagine: 341
Volume della serie: 2° | autoconclusivo
Lie until it's true di Jessie Weaver, pubblicato in Italia da Giunti è un romanzo YA dalle tinte gialle: Summer Cartwright è una sedicenne influencer dalla vita apparentemente perfetta che sta per pubblicare addirittura un libro... ma la notte di Halloween viene trovata morta alla sua festa... Troppe cose strane si celano dietro questo omicidio improvviso! Chi sbroglierà il mistero?
Chi sarà il vero colpevole, se tutti hanno un segreto da nascondere a tutti i costi?
Chi sarà il vero colpevole, se tutti hanno un segreto da nascondere a tutti i costi?
- La mia Recensione -
Premessa iniziale: se avete già letto il libro precedente dell’autrice, Live your best lie non ci sono problemi; qualora non l’abbiate fatto, non vi preoccupate: ci sarà qualche mini spoiler di cornice in questo libro essendo il seguito, ma niente di che, visto che entrambi i libri volendo sono autoconclusivi! 😉
Sono passati 3 anni da quando Summer Cartwright è stata uccisa a Los Angeles durante la festa di Halloween a casa sua, e del cui omicidio è stata arrestata l’allora quindicenne Cora Pruitt… denunciata dalla sorella minore Amanda che all’epoca aveva tredici anni!
Amanda era convinta che sua sorella fosse colpevole, ma avendo fatto un enorme buco nell’acqua, ora si sente terribilmente in colpa per averle rovinato la vita!
Non importa che sia arrivata da poco una lettera anonima con la confessione del colpevole che scagiona completamente Cora…
Le cose non cambiano per Amanda (ora sedicenne), soprattutto perché in questi ultimi tre anni ha riversato tutta la sua frustrazione in un canale TikTok anonimo chiamato UntilProven col quale ha postato online ogni fase del lungo ed estenuante processo che ha dovuto subire sua sorella, senza mai sbilanciarsi sulla sua colpevolezza o innocenza.
Come se già non bastassero la stampa e i paparazzi che hanno invaso la privacy della famiglia Pruitt da tre anni dando in pasto la loro storia a tutta la nazione.
Per questo, quando a inizio Giugno il processo finisce dichiarando Cora innocente, la famiglia Pruitt decide di andare in vacanza per sciogliere tutta la tensione accumulata. Mentre i due genitori e la primogenita vanno a Cabo San Lucas nelle calde e assolate spiagge messicane, Amanda decide invece di accettare l’invito della sua migliore amica d’infanzia Mallory Alderfer e riprendere una tradizione che aveva fin dall’età di 3 anni: passare l’estate in montagna al Summit Hotel a Pinnacle Park, in Colorado, dove lavora sua zia Amy come concierge dell’hotel, che è di proprietà della famiglia Alderfer. Una volta lì ritroverà anche gli altri due suoi amici di lunga data Cole Mitchell (il burlone del gruppo, sua mamma una volta dirigeva l’hotel), e Vicente “Vince” Sanchez-Reyes i cui genitori provenienti dall’Argentina hanno una rinomata galleria d’arte lì a Pinnacle Park.
L’invito al Summit potrebbe essere proprio quel che fa per Amanda (vecchi amici, ricordi felici estivi e staccare completamente dallo stress del processo) se non fosse che da sei mesi sull’hotel ruota un alone di mistero inquietante, visto che il miliardario Royden Das (di origine bengalese, trasferitosi lì da Calcutta più di sessant’anni prima) è stato ucciso durante la vigilia di Natale proprio nelle sale dell’hotel, e quella che è stata arrestata per l’omicidio è Mariana Reyes, la madre di Vince! Non può essere stata lei… eppure è stata trovata con il sangue del signor Das addosso, oltre che con in mano l’arma del delitto e la polvere da sparo della pistola!
E se da allora tutta la famiglia Sanchez-Reyes vive nel panico, anche la famiglia Alderfer non è messa meglio e cerca in tutti i modi di mantenere a galla la nomea dell’hotel che, dopo l’omicidio, sta perdendo nettamente una marea di clientela.
Mallory pensa che, con la passione del true-crime che ha Amanda, e col seguito elevato di follower del suo canale TikTok “UntilProven”, insieme possano riaccendere l’attenzione sul caso, indagare e cercare di scagionare la mamma di Vince! Soprattutto perché la signora Reyes, da quando è stata arrestata, non ha mai voluto fare nessuna dichiarazione né di innocenza né di colpevolezza…
Ad alimentare ulteriormente le indagini ci mette lo zampino Cole, che ha invitato Jonah Barlowe, conduttore del programma Omicidi o Fantasmi che indaga su casi misteriosi… e al Summit infatti oltre all’omicidio del signor Das ruota la leggenda di una Donna in bianco che si aggira nella tenuta…
Cosa pensate che succederà?
Beh, vi posso solo dire che effettivamente Amanda andrà al Summit e inizierà le indagini con i suoi amici… ma nessuno si può aspettare effettivamente cosa potrà succedere, visto che le carte in tavola verranno rimescolate più volte, tra misteri, eredità, moventi, segreti, apparizioni fantasmagoriche, sotterfugi e…. altro sangue!
Un altro personaggio da tenere sott’occhio è senz’altro Lillia Das, nipote sedicenne del miliardario, che volente o nolente ha sempre passato le estati lì all’hotel e che i quattro amici conoscono e temono da anni.
Un mistero stratificato e abilmente orchestrato, in cui realtà e finzione, ricordi, segreti e inganni si intrecciano, in un puzzle che tiene i lettori col fiato sospeso fino all’ultima pagina.
La narrazione molto scorrevole e in terza persona, alterna capitoli del presente a episodi del passato, inserendo qua e là alcune sezioni dei social utilizzati dalla protagonista Amanda e da chi segue le indagini del caso.
Questo metodo di narrazione assomiglia e al contempo differisce dal libro precedente, perché se lì i capitoli erano suddivisi anche a seconda dei personaggi, dando a chiunque il ragionevole dubbio che fossero colpevoli, qui invece la struttura è più lineare: non si sa chi abbia ucciso il miliardario, apparentemente non possono essere stati nessuno dei 4 amici (Amanda no di certo visto che non si trovava nemmeno in Colorado quel natale) e nemmeno la nipote…
…eppure tutti loro (e non solo!!) nascondono dei segreti, chiunque potrebbe avere un movente e soprattutto le cose si complicano quando all’improvviso verrà versato altro sangue!
Ho apprezzato molto lo stile semplice e diretto dell’autrice, che per alcuni aspetti mi ha ricordato l’altro libro, tuttavia ho trovato anche delle differenze che mi hanno immersa nelle vibes del mistero e del paranormale più che dell’indagine incalzante del libro precedente.
Ovviamente mi sono fatta delle teorie via via che leggevo il libro, e per alcuni versi ci ho anche preso, ma assolutamente non ho azzeccato il finale, che l’autrice Jessie Heaver è abilmente riuscita a condire con colpi di scena e pezzi di puzzle che si sono incastrati solo a fine libro.
È stata una lettura molto scorrevole, piacevole e che ho assaporato in breve tempo, ma se devo ammettere il confronto col libro precedente, forse gli manca un pochino di brio e mi è piaciuto leggermente meno. Non che non sia valido eh! Solo diverso.
Sicuramente è un thriller ben orchestrato, in cui ogni dettaglio è importante e ogni cosa si incastra perfettamente solo alla fine, motivo per cui è in grado di tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Fa sicuramente parte del genere YA dato che i protagonisti sono sedicenni, e ci sono delle dinamiche di amicizie e batticuori, ma sono solo un aspetto marginale rispetto alla storia che è decisamente un’indagine con indizi che si intrecciano, ipotesi che si ingarbugliano e sospetti che saltano fuori quando meno ce lo si immagina… insomma, un valido giallo da leggere.
Ammetto che sono andata dritta nella scelta della lettura a scatola chiusa, senza leggerne la trama fidandomi dell’autrice e del fatto che il libro precedente mi fosse piaciuto.
Non sono stata delusa, perché appunto non avevo aspettative sulla trama, e apprezzo il fatto che, seppur seguito del libro precedente, l’autrice abbia scelto una protagonista che nel libro precedente era una presenza quasi marginale e abbia quindi creato un mondo totalmente distaccato attorno a cui far ruotare questa storia, dando quindi ai lettori la possibilità di poter leggere i due libri anche separatamente.
Ho apprezzato inoltre tutti i sottolivelli che ha inserito nella trama, dando spessore ad ogni personaggio e cercando di motivare il più possibile ogni ipotesi e ogni punto di vista dei personaggi, che venissero pensati colpevoli o meno. Come anche apprezzo la spiegazione che ha dato ad ogni cosa, senza lasciare nulla in sospeso a fine libro, cosa che non sempre accade nei libri.
Non ho provato particolare simpatia per nessuno dei personaggi, se non forse per Mariana incarcerata ingiustamente, però devo ammettere che seppur meno accattivante del libro precedente, sono stata piacevolmente stupita dalla lettura di Lie until it’s true… e se ci fossero altri libri dell’autrice, sicuramente li aggiungerei alla mia wishlist! 😉
Se posso fare una piccolissima annotazione, è sulla scelta della copertina: la copertina originale aveva un senso molto azzeccato per la trama e per i dettagli che richiamano vari elementi della stori… invece la copertina italiana non ha molto senso, o meglio si aggrappa solo ad un piccolissimo dettaglio narrato verso la fine del libro, che non è poi così rilevante… e ve lo dico non perché io basi la mia scelta sulle copertine, ma perché mi piace indagare su quale sia la versione originale di ogni libro e scoprirne i dettagli che le rendono azzeccate per le trame…. Ecco, in questo caso preferisco nettamente la versione originale. 😅
Jessie Weaver ha insegnato inglese per dieci anni prima di dedicarsi alla narrativa. Sebbene provenga dalla costa orientale degli Stati Uniti, nello specifico da Baltimora, attualmente vive appena fuori Denver, in Colorado, con suo marito e le due figlie. Al suo libro d'esordio, Live Your Best Lie (2023), è seguito Lie Until It's True (2024).




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