Titolo: Ho ucciso Zoe Spanos
[Titolo originale: I Killed Zoe Spanos]
Autrice: Kit Frick
Editore: Giunti
Data di uscita: 5 Giugno 2024
Genere: giallo | YA | noir | thriller
Pagine: 382
Volume: autoconclusivo
Ho ucciso Zoe Spanos di Kit Frick, pubblicato in Italia da Giunti è un romanzo assai singolare che mescola realtà e immaginazione: due ragazze fisicamente molto simili ma che non si conoscono e le cui vite s'intrecciano in un modo misterioso ed impensabile... Chi sbroglierà il mistero?
E chi è stato davvero a commettere l'omicidio?
Un thriller di successo internazionale amatissimo su TikTok, Goodreads, Instagram. Finalista ITW Thriller Awards, Best Books Summer 2020 di People Magazine, Buzzfeed’s Best YA Books 2020.
E chi è stato davvero a commettere l'omicidio?
Un thriller di successo internazionale amatissimo su TikTok, Goodreads, Instagram. Finalista ITW Thriller Awards, Best Books Summer 2020 di People Magazine, Buzzfeed’s Best YA Books 2020.
- La mia Recensione -
5 Agosto, Dipartimento di Polizia di Herron Mills, Long Island, NY ore 21:02
Anna Cicconi, diciassettenne, viene interrogata da più di 6 ore dalla detective Holloway e dall’assistente detective Philip Massey riguardo un omicidio irrisolto dopo che è appena stato ritrovato un corpo in fondo al lago Parrish Lake.
La ragazza è andata spontaneamente al dipartimento di polizia per la sua dichiarazione, ma ha seguito l’impulso, senza ragionare sul fatto che sia ancora minorenne (per pochi mesi) e che sarebbe stata interrogata senza la presenza di un avvocato o per lo meno di sua madre.
Ma d’altronde, Anna è sempre stata abituata ad arrangiarsi da sola e a non contare sugli adulti, a partire da sua mamma Gloria Cicconi, che fa due lavori e si barcamena a malapena nella gestione della figlia (visto che il padre è irreperibile da quando Anna era piccolissima), lasciandola da sola per parecchie ore al giorno nel loro micro appartamento a Brooklyn.
Ma perché Anna si trova lontana da casa?
E soprattutto, perché si è presentata al dipartimento di Polizia per essere interrogata?
Facciamo un passo indietro a due mesi prima: giugno, Anna ha appena finito le superiori e, in attesa di iniziare il college e mettere da parte dei soldi, ha accettato un’offerta di lavoro estivo come baby-sitter della piccola Paisley Bellamy (8 anni) nella splendida villa Clovelly Cottage a Herron Mills, un quartiere ricco sul mare, negli Hamptons.
I coniugi Tom ed Emilia Bellamy vivono in una villa enorme e lussuosa che comprende anche una grande piscina e una dépendance, dove alloggia Anna.
Certo, la maggior parte del tempo la ragazza lo passa con la bambina, visto che entrambi i genitori sono impegnatissimi col lavoro e vogliono che la piccola - già abituata a stare con le baby-sitter - trascorra un’estate splendida, ma la vivacità e la spigliatezza di Paisley sono per Anna la distrazione perfetta per allontanarsi dalla sua vecchia vita e mettere la testa in riga in vista della nuova versione di se stessa che vuole avere quando andrà al college.
Per Anna è la prima esperienza lontana da casa e non ha mai fatto la baby-sitter prima, quindi come mai tra tutte le candidate i Bellamy hanno scelto proprio lei? Certo è che la piccola la adora, quindi questa curiosità insolita passa in secondo piano all’umore espansivo della bimba.
Tra giornate trascorse in piscina o in riva al mare spalmandosi un quintale di crema solare, a gustare deliziosi gelati nella gelateria Jenkins, a sfornare quintalate di biscotti croccanti, a vedere maratone di film Disney e a giocare con le bambine della sua età, la piccola non è poi così pretenziosa, e sebbene sia impegnativo controllare costantemente una bambina di otto anni, per Anna questo lavoro è anche un modo per testare le proprie capacità.
Nel tempo libero infatti, Anna può tranquillamente riposarsi, leggere, disegnare, ascoltare musica e iniziare a utilizzare il cellulare nuovo che sua madre le ha regalato poco prima per il diploma.
Certo, non è che lì a Herron Mills ci siano poi così tante possibilità di fare amicizia con i suoi coetanei, ma ad Anna va bene così. E per quanto siano migliori amiche, preferisce enormemente stare per un po’ di mesi (e parecchi chilometri) lontana da Kaylee, la sua migliore amica che la porta sempre sulla cattiva strada.
Quello che però Anna nota fin da subito, sono gli sguardi sorpresi degli abitanti del posto che riceve di continuo: i suoi occhi verde-blu, i capelli lunghi e neri, la carnagione olivastra ma non abbronzata e soprattutto i tratti del volto la fanno somigliare enormemente ad una ragazza di un paio d’anni più grande di lei, Zoe Spanos, nata e cresciuta lì ma che è misteriosamente scomparsa dalla notte di Capodanno… quindi più di sei mesi prima dell’arrivo di Anna a Herron Mills.
Nessuno sa cosa sia accaduto a Zoe, ma una cosa è certa: tutti le vogliono molto bene e sono in pensiero, e il fatto di vedere l’enorme somiglianza con Anna manda tutti in confusione… Anna in primis!
Lei non è mai stata negli Hamptons prima d’ora, eppure ogni tanto ha dei flash, come dei ricordi che le saltano in mente così vividi e particolareggiati… ricordi che non ha assolutamente idea di come possano far parte di lei e del perché siano tutti collegati in qualche modo a Zoe…
Per non parlare di alcuni vuoti di memoria che le si presentano sempre più spesso!
La cosa inizia a tormentarla sempre di più, fino a portarla a credere di aver commesso qualcosa che pare assolutamente impossibile: Anna non conosceva Zoe, Anna non è mai stata lì prima, e soprattutto… perché mai avrebbe dovuto uccidere una ragazza quasi della sua età?
Nessuno vuole raccontare molto ad Anna riguardo a Zoe visto che l’improvvisa sparizione e le indagini andate totalmente a vuoto hanno portato tristezza e sgomento nella località turistico-benestante. Tuttavia è quando Anna fa la conoscenza di Martina Jenkins (alias Martina Green) e di Aster Spanos che le cose iniziano a farsi più interessanti.
Aster è la sorella minore di Zoe, e con la sua migliore amica Martina stanno cercando di scoprire la verità: in particolare Martina sta curando un podcast “Missing Zoe” dove cerca di risolvere un caso che nemmeno gli investigatori sono riusciti a sbrogliare.
Sono passati molti mesi dall’ultima puntata e non ci sono novità, ma proprio ascoltando il podcast Anna inizia a capire meglio chi sia Zoe e perché tutti le vogliano così tanto bene, oltre al fatto che sia assolutamente impossibile che una ragazza così gentile, determinata nello studio, così di buon cuore e affettuosa con tutti di punto in bianco sia scappata senza lasciare traccia.
E come se non bastasse, il Clovelly Cottage costeggia la dimora Windermere dove abita Caden Talbot (19 anni) un ragazzo alto, magro, dalla pelle di una delicata sfumatura di marrone, che suscita un certo fascino agli occhi di Anna… sarà che è uno studente di Yale, sarà che è l’unico vicino alla sua età con cui poter parlare a fine giornata, e pare che anche a lui piaccia avere un po’ di compagnia, nonostante l’enorme somiglianza di Anna con Zoe! Fin da subito è chiaro quanto la cosa sconvolga Caden, ma la sintonia che c’è tra i due ragazzi li porta a volersi conoscere meglio ugualmente…
Non posso svelarvi oltre della trama, ma vi assicuro che questo romanzo a metà tra uno YA e un noir ben elaborato, porta i lettori a divorare capitolo dopo capitolo, alternando il passato (inizio dell’estate a Herron Mills) e il presente (dopo che Anna ha confessato qualcosa che non regge) intervallato da qualche episodio del podcast e dalle molteplici riflessioni che la protagonista fa assieme ai lettori.
Con una narrazione assolutamente intrigante, scorrevolissima e piena di misteri, Ho ucciso Zoe Spanos è il mix perfetto di intrattenimento, molteplici coincidenze che sembrano assurde, innumerevoli domande e una protagonista tanto giovane quanto consapevole di essere capitata in una situazione assolutamente più grande di lei e inspiegabile.
Vi chiederete fino alla fine perché Anna abbia confessato un crimine che non può aver commesso, vi interrogherete su quali motivi possano legare due ragazze sconosciute eppure davvero così tanto simili, vi domanderete quanto un podcast possa tornare utile e soprattutto come un posto così piccolo e ricco e lontano da tutto quello che la protagonista Anna abbia mai potuto nemmeno immaginare nella vita arrivi a stravolgergliela tanto repentinamente!
Ho apprezzato veramente moltissimo la scrittura e l’ingegno dell’autrice Kit Frick, che ha realizzato un romanzo davvero accattivante, scorrevolissimo, intrigante e tutt’altro che banale, una storia che tiene incollati alle pagine dall’inizio alla fine e che sfida anche le menti più acute a trovare una soluzione.
Non conoscevo né l’autrice né il libro (che ho notato per caso sullo scaffare della biblioteca e che mi ha chiamata e convinta a tornare a casa con lui addirittura prima di leggerne la trama), e posso affermare che è stata una lettura che assolutamente mi ha coinvolta, appassionata e tenuta sulle spine dalla prima all’ultima riga!
Contiene al suo interno tutto quello che serve per rendere un romanzo degno di essere letto.
E vi assicuro che il finale vi stupirà doppiamente!!
Ho ucciso Zoe Spanos è il primo libro di Kit Frick su cui mi è capitata la fortuna di mettere le mani (anche se temo che sia l’unica opera dell’autrice che sia stata tradotta in italiano, per ora) ma si è assolutamente conquistata la mia stima e non vedo l’ora di poter leggere molte delle altre opere che ha scritto! 😊
Kit Frick è un membro della MacDowell e finalista degli International Thriller Writers Awards. È di Pittsburgh, Pennsylvania. Ha studiato scrittura creativa al Sarah Lawrence College, seguito un master alla Syracuse University. È autrice affermata nel panorama internazionale di numerosi thriller per adulti e young adults, tra cui Before We Were Sorry, All Eyes on Us, I Killed Zoe Spanos, Very Bad People e The Reunion. Per gli adulti ha scritto The Split.
È anche autrice di una raccolta di poesie, A Small Rising Up in the Lungs.
www.kitfrick.com
È anche autrice di una raccolta di poesie, A Small Rising Up in the Lungs.
www.kitfrick.com




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